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CHIEDI A ME

JAZZ & BOOK BLOG  a cura di Federico Fini (Chiediameblog)

 
 
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Romanzi ispirati dal jazz

Aggiornato il: 28 apr 2019

Il 30 aprile è la giornata internazionale Unesco dedicata al Jazz: piccolo viaggio nei romanzi che sono stati ambientati nel mondo del jazz.



La Giornata Internazionale del Jazz Unesco nasce nel 2012 con l’intento di celebrare il jazz e di sottolineare l’importanza storica che ha avuto nell’evoluzione dei diritti civili e nel dialogo tra culture diverse. Anche quest’anno si celebrerà il 30 aprile e l’Italia è in prima fila a festeggiare questa particolare ricorrenza con una serie di concerti ed eventi.


In omaggio alla giornata mondiale jazz ti consiglio una serie di romanzi direttamente ispirati al jazz o che a vario titolo ad esso si riferiscono (compreso il mio romanzo).


Chiedi a Coltrane


Descrizione di Chiedi a Coltrane di Federico Fini: Trasferitosi in un appartamento insieme alla giovane moglie e ai due figli piccoli, Andrea riceve visita dal fantasma del proprio cane Col­trane, morto venticinque anni prima. L’uomo, dedito al jazz e agli eccessi della vita notturna, ha appena ri­cominciato a scrivere dopo anni di inattività. Alla ricerca di sé stesso e di una ragione per vivere, Andrea seguirà Coltrane alla scoperta di un mondo altro e di qualcosa che sta per accadere.


Uscito il 18 aprile è entrato subito tra le 50 novità più vendute di Amazon. Per saperne di più leggi il post "Chiedi a Coltrane e altri romanzi invisibili in libreria" in cui troverai anche il primo capitolo del romanzo oppure guarda il book trailer.


Il jazz è al centro dell'ispirazione stessa del romanzo (ogni capitolo è associato a un brano di jazz contemporaneo), ma sopratutto la musica diviene una sorta di filosofia di vita o religione laica. L'allusione alla melodia che, come la verità, non può essere mai raccontata per intero o la regola implicita tipica delle jam session che ingloba l'assolo e l'individualismo in una forma perfetta di affermazione di sé e rispetto reciproco diventano un modo di vedere la vita. Per questo di fatto il romanzo Chiedi a Coltrane si potrebbe definire storia d'amore, jazz, alcol e bagatelle. Lo stesso stile del narrato non è quello free di un vero e proprio flusso di coscienza, ma tende spesso a divagare su piani paralleli con la stessa libertà di espressione del jazz. Alla fine del romanzo troverai una vera e propria playlist jazz che va da Coltrane sino ai principali nomi della scena contemporanea.


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Se vuoi leggere un estratto leggi il post "Chiedi a Coltrane e altri romanzi invisibili in libreria"


Casse-pipe



Avrei dovuto parlarti principalmente di Guignol's Band di Louis Ferdinand Celine per via dell'uso sublime dell'argot e dei 3 puntini di sospensione, dei punti esclamativi e di certe espressioni gergali. Una lingua che come scriveva Celati occorre leggere a voce alta, uno stile e una poesia allucinata che faceva dire a Celine stesso di essere essenzialmente un musicista. Ti consiglio, invece, del medesimo autore di leggere Casse-pipe per via della sua brevità e del soggetto che come melodia offre l'appiglio alle continue divagazioni.


Descrizione di Casse-pipe di Louis Ferdinand Celine:

"Casse-pipe" è in argot il tiro a segno e, per estensione, la guerra, dove i soldati sono esposti come pipe di gesso alla casualità del bersaglio. Ferdinand all'inizio del romanzo si presenta al cancello del 12° Corazzieri di stanza a Rambouillet. È la sera del 3 ottobre 1912. Viaggio al termine di una sola notte, il libro racconta quel che accadde alla recluta parigina: ultima arrivata, e dunque vittima designata di una serie di violenze non soltanto verbali, testimone di un crescendo di grottesca demenza. La sua pattuglia vaga per tutta la notte sotto la pioggia, tra cavalli impazziti, alla ricerca di una parola d'ordine che nessuno ricorda più.


Una notte in caserma al fronte, dunque, in mezzo ai cavalli, al fetore, alla morte, alla miseria della vita. Un romanzo incompiuto come tutti i romanzi di Celine dopo Morte a Credito, ma splendido per forza narrativa, per l'utilizzo della musica che era in Celine. Il Bebop nasce nei primi anni '40 in America e Louis Ferdinad Celine probabilmente non lo conosceva, ma aveva in sé il medesimo sentire, ovvero l'insofferenza per le big band ed i rigidi arrangiamenti. Chiamateli Proust, Hugo, Flaubert, erano la tradizione che metteva al centro il narrare e la lingua al suo servizio. Celine libera la lingua e la rende Bebop con le sue pause, i bassi, i toni striduli, l'invenzione.


I Sotterranei

L'arte è piena di abbandoni, come quello di Kerouac ne I Sotterranei ai danni della bella e inquieta Mardou. Non è lui ad andarsene, è vero, ma crea le condizioni della separazione con la propria vita dissoluta. Ma come nel jazz la storia (la melodia), l'abbandono stesso, è un pretesto. Presa la benzedrina (scrisse il romanzo in 3 notti sotto l'effetto del solfato di anfetamina) e infranto l'abituale respiro narrativo Kerouac si produsse in un assolo letterario con prosa velocissima, gergale, a tratti incomprensibile che era Be Bop puro. In una delle più belle scene narrate Jack e Mardou ascoltano proprio Charlie Parker del vivo e sono notati da lui, gran sciamano, che li guarda negli occhi e comprende i loro destini, mentre continua a soffiare nel contralto.



Descrizione de I Sotterranei di Jack Kerouac:

Alla radice di questo romanzo, pubblicato nel 1958 e subito processato per oscenità, c'è una vicenda reale, la storia d'amore vissuta da Kerouac con una ragazza di colore, che in queste pagine rivive come in una confessione tanto difficile quanto liberatoria. Al centro, la figura di Mardou, sensuale, fascinosa, attorno alla quale gira, ossessivamente, la vita dell'amante, e la città stessa (New York nella realtà, San Francisco nella finzione letteraria): una città onirica, cupa, frenetica, piena di alcol, di droghe, di sesso, di arte e di vita. Ma soprattutto, ciò che emerge dalla lettura de I sotterranei , è la rivoluzionaria lingua di Kerouac, fatta di «ondate spontanee e prive di revisioni, rapide, mozzafiato, come il jazz».


A sud del confine, a Ovest del sole


Haruki Murakami prima di fare lo scrittore è stato gestore di un jazz club. Quando qualcuno sceglie di guadagnarsi il pane con il jazz significa che è matto e, soprattutto, che non può farne a meno,


Descrizione di A sud del confine, a ovest del sole di Murakami Haruki

Hajime è figlio unico quando nel Giappone degli anni '50 era rarissimo non avere fratelli o sorelle. Con un processo tipico delle minoranze (che solitamente le rende più ricche) si estrania dalla massa, finché non incontra la coetanea Shimamoto, dodicenne e figlia unica come lui, in più affetta da leggera zoppia. Il caso li divide e i silenzi di entrambi li terranno costantemente a distanza negli anni, mentre Hajime, guarda il caso, gestirà un jazz club, sublimando il loro inconfessato amore. La vita di Hajime procede, inciampa, sembra ricomporsi in un menage familiare con moglie e due bambine, ma sempre con la consapevolezza che la vita, la vita vera, non è quella che sta dissipando, ma quell'altra, quella che sarebbe potuta essere con Shimamoto in un altrove indefinito, a sud del confine e ad ovest del sole. Una vita che forse, 25 anni dopo, quando lei riapparirà dal nulla nel suo jazz club, diventerà realtà.


Dato che leggere è spesso paragonarsi specifico che non sono giapponese, non amo la profondità, l'abisso, non amo i silenzi estenuanti, non amo l'estenuante di per sé in qualsiasi ambito. In comune col protagonista del romanzo annovero la passione per il jazz, ma non quello tipo Star crossed lovers di Duke Ellington, un brano del '57 tratto dal progetto Such sweet thunder composto dallo stesso Duke e dal suo alter ego compositore e arrangiatore Bill Strayhorn. Progetto che era a sua volta ispirato da una tournee in Canada per lo Stratford Shakesperian Festival . Star crossed si traduce con "amanti sfortunati" ed è un progetto per grande orchestra, un po' di maniera. Rappresenta un Giappone per certi versi assoggettato alla cultura americana stereotipata, il jazz, insomma, come figura retorica.


Jazz


La patria sonora di questo libro è il jazz degli anni '20, quello che si suonava nei bordelli, per strada, intrinsecamente nero e che ancora manteneva in sé le radici antropologiche del blues. Una musica dolente e sessuale (non sensuale), di identità e riscatto, ma talmente identitaria da rappresentare un ghetto. La stessa struttura del romanzo Jazz di Toni Morrison ha a che vedere con la musica. Al centro la melodia (il fatto) e continue digressioni o il racconto dello stesso da parte di più punti di vista.


Descrizione di Jazz di Toni Morrison

La storia: Harlem, 1926. Un venditore nero cinquantenne uccide la giovane amante di diciotto anni; al funerale, la moglie dell'uomo cerca di sfigurare la salma. Questo l'inizio del romanzo, il cui valore va però ben oltre l'intreccio: esso è soprattutto un grandioso affresco dell'America di colore, dove il jazz, la musica nera per eccellenza, rappresenta il principio unificante tematico, strutturale e stilistico della narrazione.

Come scrive nella postfazione Franca Cavagnoli: «Jazz di Toni Morrison è un romanzo corale su un amore violentemente passionale, sul bisogno di amore, sull'amore per 'la Città' e la sua gente, sull'amore per il jazz, la forma espressiva più alta a cui gli afroamericani hanno saputo dare vita e da cui Toni Morrison da sempre trae ispirazione.»


L'urlo



La poesia L'Urlo di Allen Ginsberg è la prima a citare il BeBop durante un reading nella Six Gallery di San Francisco. Bebop è un'onomatopea che imita una brevissima frase di 2 note, usata come segnale per terminare un brano. Il Bebop così come L'Urlo di Allen Ginsberg rappresenta la ribellione ad un mondo falsamente sorridente che nascondeva le proprie inquietudini sotto una cappa di normalità. Ma nessuno è davvero normale, tanto da doverlo urlare.


Descrizione di Urlo & Kaddish di Allen Ginsberg

"Ho visto le menti migliori della mia generazione distrutte da pazzia." Con questi versi, letti da Ginsberg stesso il 13 ottobre 1955 alla Six Gallery di San Francisco, si apre "Urlo", diventato presto un testo fondamentale della Beat Generation. Una ballata psichedelica, un grido di dolore e protesta contro l'America, feroce matrigna. Ma Urlo è anche colmo di tenerezza e umorismo: nei versi rapidi che incapsulano decine di esistenze e personaggi, nell'invito a non dimenticare ciò che è santo e vero nella vita. Insieme a Urlo, Kaddish, il bellissimo lamento funebre per Naomi, la madre morta in manicomio, in cui il dolore individuale si scioglie nella totalità dei dolori.


Novelle crudeli

Quando un jazzista si mette a scrivere. Batterista, compositore, scrittore, classe '66 ha suonato con tutti i migliori. Da Paolo Fresu, Gianni Gebbia a Andy Sheppard, Kenny Wheeler, Don Byron e molti altri.


Descrizione di Novelle crudeli di Francesco Cusa

Stimati professionisti schiavi del delirio consumato nel segreto dei propri appartamenti, donne sadiche e vendicatrici che trasformano l'omicidio in virtù, vite stravolte da logiche subumane e percezioni allucinate che non possono avere un lieto fine. Con ironia, stupore e malcelato disgusto, il narratore ci porta al centro di un inferno fatto di piccole tragedie domestiche dai toni splatter, morbosità patologica dei rapporti interpersonali e ripugnanti legami di parentela che possono tormentare sino alla follia. I personaggi di Cusa sono guidati da meccanismi mentali deformi, esseri mostruosamente banali che solo nell'incoscienza e nella morte si riscattano da un'esistenza apatica. L'autore usa il fantastico, l'horror più macabro e il surreale per raccontarci ciò che di più basso smuove i vizi, gli istinti e le morbosità dell'uomo contemporaneo. Cinico e impietoso ci descrive un'umanità malata incapace di redimersi.

Leggendolo mentre aspetto che mi lavino la macchina (era dannatamente sporca) mi sembra di essere immerso nel futuro, sia per la sensazione di solitudine che associo più o meno inconsciamente all'evoluzione digitale, sia per il precipitare delle parole (sempre profondamente curate) che descrivono con velocità pazzesche, a volte con l'aiuto degli stessi a capo per isolare i concetti, sentimenti e decadimenti dell'essere umano. Confondendo reale e narrato, percepisco lo stesso addetto al lavaggio quale funzionario di stazioni intergalattiche, tendenzialmente ostile, Francesco Cusa quando scrive non sembra aver fiducia nella massa, neanche nell'essere umano e, probabilmente, neppure in sé stesso. Alla fine l'unica faccenda nobile a questo mondo e in qualsiasi altro è abbandonarsi e stare ad osservare ciò che avviene, tanto più la fine. Farsi frullare dagli spazzoloni del lavaggio e uscirne scheletro lucente.

Altro straniamento: mentre mi giunge sul collo il pulviscolo umido, residui dell'incessante opera del lavaggio auto, mi pare di essere ripiombato dentro Canti del Caos di Antonio Moresco, da cui mi sono staccato proprio per far posto ai Racconti di Cusa. Moresco è un maestro del nitido caos, mentre Cusa preferisce lo scarto improvviso, l'aggroviglio, la sedimentazione, eppure la matrice è paragonabile. Basta così, macchina pulita e profumata.

Aggiungo che Novelle Crudeli è stato illustrato da Daniele La Placa, che lo ha immerso nel sogno, il che istintivamente mi ha consentito di accostarlo ad una graphic novel pur non essendolo e non tanto per le illustrazioni, quanto per lo stile e la solitudine dei personaggi. Eroi alla rovescia, pronti a uccidere e a farsi uccidere, perché alla fine la loro stessa morte è l'unica purificazione possibile. L'ironia amara balena pure lei costantemente in mezzo allo sfacelo, a scariche elettriche nel panorama plumbeo, a colpi di pistola. Da leggere, scegliendo tra le circa 300 pagine i racconti preferiti (per me Virgen 45).


Solea


Con questo romanzo Jean-Claude Izzo chiude la trilogia marsigliese avviata con "Casino totale" e "Chourmo". Il successo inatteso dello scrittore marsigliese, che ha fatto letteralmente irruzione nella scena letteraria francese è il felice connubio tra un ritmo trascinante di scrittura e un romanticismo che commuove il lettore e lo coinvolge.


Descrizione di Solea di Jean-Claude Izzo

L'umanità di Montale - ex poliziotto, lupo solitario dal cuore ferito, in un mondo schifoso dove per denaro e per potere si commette qualsiasi atto crudele - è un'umanità forse anche esasperata (lui stesso dice di avere "i sentimenti a fior di pelle"), però mai ideologica. Si nutre dei dettagli della vita vera: gli amori innanzitutto, le amicizie, la musica (Solea è un brano di Miles Davis), il pastis, il vino, il mare e il cielo di Marsiglia. In Solea lo scontro con il sistema degli intrecci illeciti tra imprese, politica e malavita è violentissimo. Ma al di là della posta politica, il romanzo è un'esplosione di rabbia per questa vita che avrebbe potuto essere bella, per questi amori che non si sanno vivere.


Un modo per portare il jazz nel proprio quotidiano come religione, passione, musica e festeggiare il 30 aprile, la giornata internazionale Unesco dedicata al Jazz, con un viaggio letterario che vi offrirà una nuova prospettiva.


Eventi jazz durante il 30 aprile 2019

Organizzata dall’Unesco, l’edizione 2019 della Giornata internazionale del Jazz prevede spettacoli, conferenze, eventi. Coinvolta anche l’Italia, con una serie di appuntamenti coordinati da Italia Jazz (I-Jazz), da Gravina di Catania all’Orto Botanico di Padova, alle Officine Grandi Riparazioni di Torino, al Teatro della Fortuna di Fano. Si sono mobilitate anche le scuole, grazie a una nuova iniziativa della neonata associazione Il Jazz va a Scuola.


La giornata del 30, infine, culminerà con un concerto All Star presso la Hamer Hall del Melbourne Arts Centre che potrà essere seguito in tutto il mondo in diretta su YouTube e Facebook. A suonare, tra gli altri, il pianista jazz Herbie Hancock, Ambasciatore UNESCO e fin dall’inizio nel 2011 il nume tutelare della giornata, e il celebre trombettista James Morrison. Direttore musicale della serata sarà John Beasley.


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