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L'arte perduta: indie books & music

Aggiornato il: 30 mar 2019

L'imposizione delle letture e degli ascolti di massa vs le piccole perle nascoste

Sei sicuro di leggere i libri migliori e di ascoltare la miglior musica? Amico, vivi nel pianeta del capitalismo e non c'è posto per la libertà di scelta da queste parti.


Ragiona con me: cosa leggi? Ciò di cui parlano i giornali, quelli che trovi in libreria esposto negli scaffali più in vista, quanto viene condiviso sul web. Questa è libertà di scelta? Non credo dato che sui giornali si parla essenzialmente di editori che investono in pubblicità, di scrittori di nome (il che talvolta coincide con popolarità televisiva) o di temi trend topic. Perché? La causa sono i soldi e il tempo. I giornalisti non hanno tempo di leggere, ma devono trovare qualcosa che attiri attenzione, non che sia essenzialmente di valore.

In libreria, invece, viene esposto di faccia ciò che ha investimenti marketing o romanzi di autori conosciuti. Il resto viene tristemente impilato negli scaffali per poche settimane e poi ritirato, invisibile al mondo. E gli eventi in libreria? Parli di 20 persone che ascoltano e 5 copie vendute? No, grazie.

Ah ma il web, mi dirai.. Quello sì che è il regno della libertà.. Una cippa.. Gli influencer, maschi o femmine che siano, essenzialmente parlano del loro privato e per qualche centinaio di euro di libri, diventando alla stregua di piccole vetrine markettare senza un vero progetto. Il passaparola? E' indotto, si innesca sulla base di echi indotti da grandi editori e poche volte coincide col valore (il caso NN con la trilogia di Kent Haruf è una felice e rara eccezione). E i premi letterari? Ma le leggi le polemiche o no? Al Premio Strega i primi 12 selezionati possono avere un senso, ma poi il meccanismo è costruito perché si affermino lobby di voto.

Aspetta, ti rifaccio la domanda: sei sicuro di leggere i libri migliori e ascoltare la migliore musica?

Hai conosciuto ad esempio L'ultimo salto del canguro di Paolo Vanacore pubblicato da Castelvecchi? Roma. L'esistenza di Edoardo, io narrante e protagonista del romanzo, viene sconvolta da due episodi: la sua inaspettata assunzione presso l'ufficio marketing e commerciale del bioparco di Roma e l'apparizione nella propria vita di Gabriele, il nuovo fidanzato della sorella. Edoardo si scopre innamorato di Gabriele e da quel momento il rapporto tra i due fratelli sarà messo duramente alla prova in un rapido alternarsi di colpi di scena. In mezzo a foche, pinguini, canguri e struzzi colorati, c'è un padre tanto amato, sempre assente, che vive una doppia vita, una madre casalinga che finge di non capire, due amici troppo intraprendenti e una movimentata trasferta allo zoo di Dublino. Il tutto vero come la vita, intelligente e divertente come le commedie di Wilder. Perché non l'hai conosciuto? Perché non se ne è parlato? Perché non c'erano i soldi né l'organizzazione e i rapporti di un grande editore a supportarlo,

Hai letto Dall'Inferno si ritorna di Christiana Ruggeri edito da Giunti? Il 7 aprile del 1994 in Ruanda ha inizio uno dei massacri più atroci della storia: il genocidio perpetrato dagli hutu contro i tutsi e gli hutu moderati. L'ultimo genocidio del XX secolo. In 101 giorni vengono assassinate un milione di persone. Il 13 aprile 1994 un gruppo armato hutu entra in casa di Bibi, a Kigali. Quando, molte ore dopo, Bibi si sveglia, non ricorda cosa è successo: ha solo il desiderio di bere succo d'ananas e avverte un odore pungente nella stanza. Ha il braccio destro dilaniato, l'addome perforato dai proiettili, lesioni alla nuca e a un orecchio causate dai calci. Nella stanza i cadaveri della mamma, del fratellino, della zia e dei cuginetti. Bibi è sopravvissuta. Oggi vive a Roma ed è una giovane studentessa di medicina. Questa è la storia del suo viaggio infernale fino allo Zaire, insieme a un milione e duecentomila profughi in fuga da morte e desolazione. Un romanzo splendidamente narrato, una storia vera che non ha avuto il successo che meritava, semplicemente perché c'erano altri titoli da lavorare e quello è stato semplicemente mandato in libreria. Poche prenotazioni, un tema che non è trend topic, ciao..

Di seguito qualche link utile per dare un'occhiata alla produzione di case editrice minori ma ricche di pregio:

https://fazieditore.it giunti in classifica grazie alla saga dei Cazalet

http://www.raccontiedizioni.it specializzata in racconti, nata pochi anni or sono

http://www.emersioni.it dai un'occhiata ai prossimamente e ci trovi pure il mio romanzo

https://www.casasirio.com frutto della fantasia e della passione di Martino Ferrario. Cito per averlo letto e apprezzato Ti scriverò prima del confine di Diego Barbera

https://www.edizioninottetempo.it/ splendide copertine in bianco e nero, ottimi romanzi

https://www.minimumfax.com editore romano con almeno 20 anni di ottima produzione alle spalle

https://www.voland.it/ la storica casa editrice di Amelie Nothomb

http://www.marcosymarcos.com a cui devo lo splendido La schiuma dei giorni di Boris Vian

http://www.nneditore.it/ editori della splendida trilogia di Keint Haruf sopra menzionata.

E tanti altri ancora..

Ok, lo so, non sei convinto. Se segui il blog sai che scrivo perché a fine aprile 2019 uscirà il mio romanzo Chiedi a Coltrane, romanzo pubblicato da Emersioni, gruppo Castelvecchi (guarda il booktrailer) , per cui è facile sostenere la tesi del leggere i romanzi di piccoli editori per scoprire le perle nascoste. E' vero anche che l'ansia di scrivere che affligge uno stuolo di improvvisati autori senza qualità produce numerosi disastri.

Se, però, pensi alla musica ti sarà più facile credermi. Ascolti Controradio? Radiopopolare? Novaradio? Navighi Spotify e scopri ogni giorno nuovi autori o band che sono classificati indie? Conosci ad esempio i Mon? Hai mai ascoltato Devendra Banhart? O gli splendidi Virginiana Miller? Sei appassionato di generi sfigati come il jazz? Prova ad ascoltare i brani selezionati nella playlist Chiedi a Coltrane a cui si è ispirato il mio romanzo e dimmi se li conoscevi. Si tratta di artisti che hanno fatto la storia del jazz ma che sono riservati a pochi altrettanto sfigati ascoltatori, non perché appartengano a elite, quanto perché non hai occasione di conoscerli (penso al meraviglioso pianista Franco D'Andrea che è infinitamente meno conosciuto rispetto a Stefano Bollani solo perché non frequenta la TV e non fa notizia).

Ecco, dunque, l'essenza: il capitalismo parla alle masse e lascia spazio all'arte solo a patto che sia pop, intesa come popular, capace di conquistare le maggioranze pigre. Ma è davvero questo che vuoi? E' questo ciò che meriti? Fruga allora tra gli scarti che spesso si incontrano tesori. Fruga per trovare ciò che non è mainstream che di mainstream e basta si muore.


Se ti è piaciuto il post leggi anche l'articolo dedicato al legame che c'è tra jazz, cinema e letteratura


Se, invece, vuoi sapere pro e contro degli audiolibro e se preferire Storytel o Audible leggi qui


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