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Imaginary friends - Ralph Alessi


Terzo disco ECM da leader per Ralph Alessi, uno dei trombettisti più interessanti della scena internazionale (il primo in quintetto), collaboratore e sodale di Steve Coleman. "Imaginary Friends" è un gran progetto a cui sono giunto grazie al ritardo dell'Eurostar per Roma.


Intirizziti per il freddo davanti al tabellone delle partenze alla Stazione Santa Maria Novella, io e Ferdinando Romano, contrabbassista che apprezzo particolarmente, ci siamo scambiati impressioni su quanto recentemente ascoltato, sui suoi nuovi progetti musicali. "Come è andata con Ralph Alessi?" gli ho chiesto, alludendo alla prestigiosa collaborazione col musicista americano (Ferdinando ha appena inciso con lui "Totem", altro bel jazz album di cui a breve scriverò su questo blog). Mi ha guardato, sorridendo e ha rilanciato con "Hai mai ascoltato "Imaginary friends"?" Mai rispondere a una domanda con un'altra, ma il titolo mi è rimasto in testa. Intanto i minuti di ritardo del nostro treno erano diventati incalcolabili.


Alessi lo conoscevo per alcuni lavori precedenti, tra gli altri per il progetto "A tale of 3 cities" del 1994, roba che tutta l'attuale scena londinese pare un già sentito. Militava con la Steve Coleman and Metrics insieme a Ravi Coltrane (grande sax tenore, figlio di John e della pianista Alice Coltrane) e Andy Milne al piano (già presente in Steve Coleman and five elements). Poi l'ho perso di vista, mica si può seguire tutto. Ferdinando mi ha raccontato del suo genio creativo, del naturale interplay frutto di sensibilità e umiltà (messe insieme si chiamano intelligenza). Il treno si è finalmente infilato in Stazione, sorprendendoci. Ferrovie dello Stato si è scusata per il ritardo, ma per una volta l'attesa non era stata vana.


Dopo una settimana di lavoro, questo weekend ho messo a frutto il consiglio di Ferdinando. "Imaginary friends" si avvale di Ravi Coltrane: tenor and sopranino saxophones; Andy Milne: piano; Drew Gress: double-bass; Mark Ferber: drums. Ma guarda chi si rivede? Ravi e Andy Milne insieme all'amico Ralph. Inizio ad ascoltare. Faccio cose non mi concentro, poi metto le cuffie. La bellezza che Alessi disegna in questo progetto è bi-materica. Ha a che vedere con metallo e legno, gelo plumbeo e tepore. C'è molto del freddo ECM, ma anche libertà intellettuale e vita (vedi il brano Fun Room ).


Quando un disco jazz mi piace, solitamente sviluppo una sensazione nel palato simile all'acquolina suscitata dal whisky. Mi avvalgo di questa sensazione quale cartina di tornasole per ottenere conferma di aver goduto del progetto non solo a livello razionale ma anche emotivo. Se il palato apprezza significa che la musica dalle mie orecchie si è infilata dritta nelle papille gustative. Non pretendo sia così per chi legge, ma per me la sinestesia è roba concreta. Nel caso specifico potrei paragonare "Imaginary friends" a un Bobby Burns, un cocktail a base whisky che altro non è se non un twist sul Rob Roy, quindi, decisamente secco, ma che, grazie a uno spoon di Benedictine, liquore alle erbe, acquisisce una morbidezza non comune, mai scontata.


La tromba di Ralph Alessi è sottrazione pura utile alla ricerca di una bellezza mai però solipsistica. L'esecuzione essenziale di Alessi regala spazio utile a chi ascolta e altrettanto all'interplay, alla creazione di una comune sensibilità tra i musicisti. Per questo non mi piacciono le grandi orchestre, perché si perde la fenomenale, libera connessione delle rispettive sensibilità. Ma questo è un altro discorso.


Il dialogo tra Ravi Coltrane, Ralph Alessi e Andy Milne è frutto non tanto di reciproca conoscenza, probabilmente amicizia, quanto di una mano invisibile, quella dello spirito creativo che su di loro agisce con particolare intensità, contaminandosi reciprocamente. Riguardo quali brani possiate preferire, scegliete voi. Di certo è oggettivamente ispirato "Iram Issela" in cui Alessi introduce il suo suono siderale, amaro, per poi farsi sempre più lirico nel corso del brano, fino a lasciare a Ravi Coltrane e Andy Milne il disegno lancinante , potente del percorso e relativo epilogo. Personalmente sono rapito anche "Improper Authorities" scandita dall'inizio col piano reiterato e dal progressivo dispiegarsi delle singoli voci (prima Ravi, poi Andy Milne,), quindi, il ricongiungimento del gruppo in un'unica trama. Così come ascolto riconoscente "Oxide". L'ossido è un composto chimico binario che si ottiene dalla reazione dell'ossigeno su di un altro elemento, così che la sua formula chimica contenga almeno un atomo di ossigeno e uno dell'altro elemento. L'ossigeno è il suono della tromba di Ralph Alessi che si combina chimicamente con gli altri elementi del quintetto, sia raddoppiando la frase musicale che dialogando.


La narrazione che suggeriscono i brani e il cromatismo dell'intero progetto ha a che fare con angoli vuoti, luoghi in cui l'eco della canea giunge appena. Possibile che di lì tale folla sia un tempo trascorsa, ma l'abbandono riporta adesso tutto a nuova vita, a significato. Aleggia lo spirito di una solitudine conquistata, di una tensione lirica ad appannaggio soprattutto della sensibilità di Ravi Coltrane che riempie di vita quegli spazi liberati per ritrovare il senso stesso del vivere insieme. La verità è alludervi e tutto il lavoro di Ralph Alessi, parlando di amici immaginari, ossido, miseria, di angoli che stanno per essere scantonati, impeti e moti dell'animo, allude alla bellezza, chiudendo il cerchio per riaprirlo di nuovo senza soluzione di continuità. Ralph Alessi non è solo splendida esecuzione ma sorprendente cura compositiva e filosofica ricerca, spirito e vita.


Tutto in questo disco è stato fatto con cura e rispetto della verità. Tutto. E il jazz migliore è questo: vita anche quando la musica è finita. Ascoltatelo anche senza dovervi prendere il freddo sui binari,





Se ti è piaciuto il post, sappi che sei sul Jazz & Book Blog Chiedi a Me. Consiglio anche le seguenti letture o ascolti, ad esempio Theo Cross con "Fyah" uno dei migliori lavori del 2019, esempio della nuova scena jazz londinese.


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Per saperne ancora di più leggi "Evans, Coltrane e Akinmusire alla festa del Jazz & Book Blog "Chiedi a Me"!"


Se vuoi scoprire i Ghost Horse col loro splendido "Trojan", menzionato da Musica Jazz come uno dei migliori progetti jazz dell'anno clicca qui.


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E molto altro ancora.


Besos



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