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JAZZ & BOOK BLOG  a cura di Federico Fini (Chiediameblog)

 
 
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Guerra e Pace tra audiolibro e libro

Ha senso usare gli audiolibri? Se sì quali e a quali condizioni? Meglio scegliere Audible o Storytel? Leggi e scoprirai da chi come me ne fa uso e abuso


Qual è la risorsa che più di tutti manca nel nostro quotidiano? Come hai detto? Il tempo, esatto! Complimenti, hai vinto un mentino già mezzo succhiato. Per quanto mi riguarda un paio di volte a settimana la mia giornata si compone oltre che del lavoro anche di tempo dedicato agli spostamenti in macchina. Ammettiamo che al netto di telefonate, pensieri vaghi, musica e altro, mi restino da trascorrere a settimana 3 ore in auto senza avere niente da fare. Si tratta pur sempre di una quindicina di ore al mese. "Come potrei impiegarle?" Mi sono domandato. Ho, quindi, fatto mia un'offerta di Storytel (30 gg di prova gratis) e mi sono regalato un abbonamento all u can eat a 9,99 € per il mese seguente. E' da consigliare come esperienza? Vediamo di mettere a fuoco gli elementi principali.


Prima di tutto ho guadagnato 15 ore al mese che se non raddoppiano il mio potenziale di lettura poco ci manca. Non si tratta, infatti, di tempo conteso alla lettura cartacea o digitale, ma di ore in più, di tempo che altrimenti sarebbe stato abbandonato a sé stesso. Non che sia contrario all'ozio, alla mente che libera divaghi o all'ascolto di Radio Radicale (la meravigliosa rassegna stampa di Massimo Bordin), ma avendo fame di libri questo metodo contribuisce a saziarmi.


Che effetto fa ascoltare, invece che leggere? In macchina devi mettere in conto che il navigatore potrà disturbarti (non si arresta la lettura per cui potresti perdere dei brani o fondamentali snodi narrativi in cambio della segnalazione di una svolta a destra) e che non sempre hai la concentrazione necessaria, ma, per quanto mi riguarda la vera differenza è che raramente torni indietro a rileggere come sulla carta e strutturalmente non puoi sottolineare un passaggio (i miei libri sono distrutti dai solchi di lapis e biro).


A che tipo di esperienza somiglia? Me ne vengono alla mente essenzialmente due: la degustazione e il teatro. La prima perché non si tratta di un'esperienza che possa dirsi completa, quanto, piuttosto della possibilità di cogliere cifre, suggestioni e elementi di un romanzo. Tale ensemble riesce in ogni caso a soddisfare il palato, sebbene senza saziare del tutto. Il teatro, invece, perché la componente recitativa è determinante. Sto ascoltando in questo paio di mesi Guerra e Pace di tale Lev Tolstoj e devo dire che è cresciuta in me sconfinata ammirazione per Moro Silo, voce narrante della versione edita da Il Narratore che alterna la propria sapienza recitando ora un giovane ussaro, una vecchina, un vecchio moribondo o chissà chi altri. La capacità di attori e narratori è, dunque, fondamentale per il godimento che si ricava dall'ascolto dell'audiolibro. Aggiungo che spesso voci note al grande pubblico sono molto meno efficaci di professionisti come lo stesso Moro Silo, evidentemente cresciuto alla scuola del teatro e vocato alla narrazione.


Se somiglia al teatro l'audiolibro è, dunque, una versione minore o diversa del romanzo? Pur nel caso di Guerra e Pace trattandosi di lettura integrale, considero l'ascolto del romanzo un'esperienza diversa rispetto alla lettura su carta, ma non meno evocativa. Attinge a corde diverse della mia emotività, ma appagandomi tanto che spesso ho una gran voglia di salire in macchina per godermi l'ascolto.


Chi scegliere tra Audible e Storytel? Ho scelto Storytel per affetto (gli amici del gruppo Giunti per il quale ho a lungo lavorato hanno immesso parte del catalogo all'interno della piattaforma), per simpatia (società svedese indipendente co-fondata da Jonas Tellander, presente in 13 Paesi e arrivata da luglio in Italia con oltre 50.000 titoli a catalogo e in continua crescita) e per scelta editoriale (molti classici ben recitati, il catalogo E/O con L'Amica Geniale e parte dello stesso catalogo Bompiani, questi ultimi entrambi assenti in Amazon). Chi abbia voglia, invece, di masticare novità di grido (Mondadori) probabilmente preferirà Audible , società di Amazon. Il numero dei titoli complessivamente vantati è lo stesso (oltre 50.000) e altrettanto i prezzi (primi 30 gg gratis e poi 9,99 € al mese). Data la semplicità in entrambi i casi relativamente all'interruzione del rapporto, niente vieta di saltare dall'uno all'altro.


Già che si parla di un capolavoro che dire di Guerra e Pace di Lev Tolstoj? Ammiro la scrittura russa e la capacità di giungere all'essenza dell'animo umano, dandoci tra l'altro prova che esso è immutato nei secoli (cambiano solo alcune regole di convivenza che, peraltro, la restaurazione vorrebbe rimuovere ogni volta che ci distraiamo). In Guerra e Pace c'è tra l'altro un concetto che mi affascina: Tolstoj sostiene che in guerra e nel governo delle cose nessuno decide, perché esiste la storia che si autogoverna e che è costituita dalla congerie delle singole volontà umane che si scontrano l'una con l'altra, ognuna col proprio particolare fine, sino a dare vita ad un soggetto autonomo. Non c'è, dunque, Dio, non c'è il singolo uomo, ma una complessità formata dal contesto, dal caso, dall'uomo stesso su cui lui per primo non è più in grado di intervenire. Con ciò non assolve i protagonisti, ma li ridicolizza, ne ridimensiona le gesta sino a farli tornare marionette della storia e delle loro stesse ambizioni.


A cosa deve stare attento un cialtrone come me quando usa un audiolibro? Occorre fare attenzione quando un romanzo sia particolarmente consistente, ad esempio come nel caso di Guerra e Pace, formato da 11 audiolibri per complessive cinquanta ore circa di ascolto. Dato che quasi sempre si effettua l'ascolto su mobile, magari superando un camion in austostrada, può capitare che non si riesca a capire quale audiolibro si stia scegliendo (Libro I parte seconda o libro II parte prima?). A me, ad esempio, è capitato ad un certo momento di sentire Il principe Andrej Nikolaevič Bolkonskij rammaricarsi per la fine dell'amore con la bella Natasa incontrata in casa dei Rostov, eppure mi sfuggivano sia l'amore osteggiato dal vecchio padre di lui, sia il tranello perpetrato ai suoi danni da Helene e suo fratello Anatole. Il motivo era semplice: non mi ero reso conto che dal libro II capitolo primo ero passato direttamente al libro III capitolo primo, perdendomi tutti gli altri. Sono, però, certo che sarai più attento di me e che soprattutto eviterai di selezionare un audiolibro mentre corri in autostrada.


Buon ascolto.


Dato che sei capitato su www.chiediame.com blog di romanzi e jazz, se ti è piaciuto questo post ti consiglio di leggere:


I sotterranei del jazz (ovvero l'incrocio tra jazz, cinema e letteratura), oppure la recensione del romanzo più realista di Murakami.


Se, invece, ti piace il jazz, puoi ascoltare le migliori playlist. Ad esempio quella sul nuovo jazz londinese.




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