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CHIEDI A ME

JAZZ & BOOK BLOG  a cura di Federico Fini (Chiediameblog)

 
 
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Come scegliere un romanzo in 5 mosse

Aggiornato il: 28 apr 2019



Nessuno di noi ha tempo e certo non possiamo sbagliare la scelta di un romanzo che ci impegnerà per giorni o settimane, sottraendoci ore di sonno, chiacchiere, alcol, musica o altro di più licenzioso. Ecco qui, dunque, un metodo rapido per scegliere minimizzando gli errori.


Trattandosi di un blog che vive esclusivamente del mio (poco) tempo libero, ne approfitto per applicare il test delle 5 mosse al mio romanzo Chiedi a Coltrane, così se darà esito negativo avrai un motivo in più per non comprare il mio libro e amici come prima.


1) Ti piace il titolo e la copertina?


Questo è il primo passo. Il romanzo è un'opera d'arte (talvolta) costituita da software (il contenuto) e hardware (il libro). I due devono essere coerenti ed esprimere all'unisono una sensazione che di pancia stabilisca col lettore un rapporto di empatia. Considera il titolo, che promessa esprime? Quale suggestione? Guarda la copertina del mio libro: se non ti piace, se non ha innescato in te curiosità l'esperienza finisce qui. Se, invece, ti domandi perché il cane sia così umanizzato ed abbia questo sguardo pensoso, come se qualcosa di imminente stia per accadere, allora tu e il mio libro vi state avvicinando. Adesso ti domandi chi è Coltrane? E' il musicista jazz John Coltrane o il cane stesso? E cosa sa Coltrane che noi non sappiamo? Altro senso (che, però, non sono in grado di riprodurti) è il tatto. La copertina del mio libro ad esempio è morbida, quasi vellutata. Ciò rimanda a ricordi dell'infanzia, ad una sensazione di benessere che è necessario provare una volta che maneggiamo un libro. Ciò rappresenta tra l'altro cura editoriale, la sinestesia che è necessario pretendere dal nostro prossimo romanzo.


2) La trama ti incuriosisce?


Se la copertina ti ha interessato è giunto il momento di scoprire nelle poche righe della sinossi se c'è un fil rouge che ti leghi al romanzo che stai maneggiando. La copertina genera empatia, ma la trama coinvolge il nostro umano sentire, la memoria del vissuto, la logica con cui approcciamo la vita, i nostri desideri consci e inconsci. Prova a leggere la trama di Chiedi a Coltrane qui sotto e cerca di capire se ti spinge a volerne sapere di più. Ciò che deve suscitare la sinossi è curiosità.


Trasferitosi in un appartamento insieme alla giovane moglie e ai due figli piccoli, Andrea riceve visita dal fantasma del proprio cane Col­trane, morto venticinque anni prima. L’uomo, dedito al jazz e agli eccessi della vita notturna, ha appena ri­cominciato a scrivere dopo anni di inattività. Alla ricerca di sé stesso e di una ragione per vivere, Andrea seguirà Coltrane alla scoperta di un mondo altro e di qualcosa che sta per accadere.


Infine una citazione che spesso viene usata come teaser (gancio che si usa per incuriosire il lettore):


"Un romanzo sul senso e il non senso dell'amore, sul jazz e sui fantasmi che ci accompagnano da sempre senza che ce ne rendiamo conto"


Se la trama ti incuriosisce, dai un'occhiata a quante pagine dovrai leggere. Non è detto tu abbia voglia di affrontare un romanzo monumentale. Nel caso di Chiedi a Coltrane si tratta di 124 pg.


Gia superati i primi 2 punti può acquistare il romanzo. E' quel che si chiama acquisto d'impulso. Se vuoi acquistare Chiedi a Coltrane clicca su questo link (atterrerai sulla landing di Amazon dedicata al mio romanzo). Oppure clicca sul banner sotto:




Dato che mi piace il mondo dei video hai la possibilità di vedere il book trailer del romanzo che ho prodotto. Clicca su questo link.



3) Prova assaggio


Con i romanzi hai la fortuna di poter effettuare la prova assaggio. Si possono prendere e sfogliare in libreria o cercare online degli estratti. Se hai passato le 2 fasi dell'ingaggio (empatia e curiosità), adesso innesca la logica e cerca di capire se la promessa che l'autore e l'editore ti hanno fatto può essere mantenuta dal contenuto. Nel caso di Chiedi a Coltrane ti allego qui sotto il primo capitolo. Questa è la prova regina. Se il romanzo riesce a superarla siamo ad un passo dal magico connubio tra libro e lettore.


Fai la cosa sbagliata

«L’amore non è per tutti!» le gridai, salendo in piedi su uno dei balcons del Pont Neuf.

Saranno passati vent’anni da quella sera. Un ragazzo polacco di cui non ricordo nemmeno più il nome ci aveva portati in giro per tutto il pomeriggio, indicandoci ad ogni via i bar più economici. Ero già mezzo brillo quando mi costrinse a varcare la soglia della chiesa di Notre Dame de l’Assomption. Lì c’era una congerie di tizi con guance più rubizze delle nostre. Venivano da Varsavia, Cracovia, Katowice. Si davano convegno proprio in quel posto, perché sede della Missione Cattolica Polacca. Fu tutto uno stringere di mani. Il mio amico, a ogni serrare di palmi, biascicava qualcosa a quegli sconosciuti in lingua madre.

«Gli sto dicendo che sei uno scrittore» mi spiegò. Allora ero abbastanza giovane e sventato da poter lasciare che mi si definisse così. L’odore di incensi, fiati alcolici e acque di colonia a poco prezzo mi dette presto la nausea. Insieme alla mia ragazza ci congedammo, tornando liberi a respirare l’aria gelida. Passammo per Rue Canbon. Non mi reggevo bene sulle gambe. Fiancheggiammo l’hotel Castille Paris, che illuminava la via a festa. Profumava di rose, rassicurante come una grande madre. C’era un via vai di volti pingui, donne bellissime e il vecchio Babbo Natale che benediceva la folla. Accanto all’edificio sorgeva la Maison Chanel, il primo atelier di Mademoiselle Coco. Da lì giungemmo finalmente a una fermata del bus. La tizia che mi ero portato appresso mi guardò, ostentando fastidiosa premura. In fondo avevo in corpo solo millantate pene e un po’ di vino. Volle a tutti i costi scendere dal tram all’altezza del Pont Neuf. Intendeva tornare il prima possibile al nostro ostello, rincantucciarsi con me come un cane fedele sotto le coperte. Con la scusa di proteggermi, provava costantemente ad allontanarmi dal mondo, consapevole di non avere altre armi per trattenermi. Scavalcai, allora, improvvisamente il balcon. Ero ubriaco e ciò che dissi fu, ridendo: «L’amore non è per tutti, nemmeno la vita!».

Sul ciglio in piedi, assaporai quell’attimo di miserevole celebrità. Lei più in basso piangeva spaventata, intirizzita dal freddo inverno. «Smettila Andrea, ti prego! Scendi!». Mi resi conto di quel che stavo facendo solo nell’attimo in cui mi lasciai andare. Le gambe tremarono durante il balzo. Era una sensazione di improvvisa consapevolezza e spavento. La codardia che vi si aggrappa come a dire: «Fermati! So di che pasta sei fatto». No, non lo sapeva. Per diventare se stessi occorre affrontare velleità, limiti, incidenti. Si scopre solo superandoli uno dopo l’altro, ciò che davvero possiamo essere.

Conviene sentirsi tali e quali a orfani, essere disposti a fare la cosa sbagliata, perché la verità è nel gomitolo informe, nell’irrisolto, nel pianto mortificato, nella vergogna, nella piega amara di un sorriso. Come quello che vidi sul volto di un amico. Sapevo che la sua donna lo tradiva, senza alcun futuro, senza ritegno. La tresca andava avanti da un paio di mesi. Mi disse: «La sposo». Lo scrutai. Aveva lo sguardo di un gendarme il giorno del giuramento. Pareva fosse consapevole di poterci rimettere l’osso del collo, ma ugualmente pronto all’eroico gesto e con una smorfia a metà tra rassegnazione ed eroico disprezzo, mi fissò. C’è chi ama le tigri non per domarle, quanto per vivere con loro nella giungla. Mi fidai, dunque, del potere di quell’amore ostinato, delle occhiaie della futura sposa, ormai logorata da tanta dissennatezza e scarso amor di sé. Mi fidai e non dissi niente, lasciando che il rito si compisse.

Fare la cosa sbagliata, questo è il succo. Scavalcai il balcon, senza sapere cosa avrei trovato. Mi venne in bocca per il sobbalzo il sapore della zuppa di pesce, aromatizzata con zafferano e Pastis, e dei crostini in salsa d’aglio che avevamo mangiato poco prima consigliati da quel maledetto polacco. Se non fossi morto per via delle acque gelide, lo sarei stato sicuramente a causa della cattiva digestione.

Il balzo mi venne incerto tanto ero zeppo di vino. Finire nelle gelide acque della Senna imbacuccato dentro un cappotto non sarebbe stato annoverato tra le imprese più geniali della mia breve vita, ma sotto i balcons del Pont Neuf ci sono le balaustre e il volo durò lo spazio di una frase. La giungla non è per tutti, signori miei. Il resto è soltanto vita.


4) Chi è l'autore e quanto costa il libro?


Facile qualora si tratti di autore affermato, più difficile come nel mio caso se l'autore è esordiente. Leggi, quindi, la bio per capire se lo scrittore stesso è affine a quanto vai cercando.


Per quanto mi riguarda ho lavorato 18 anni nell'editoria in grandi gruppi (RCS, gruppo Giunti-Bompiani-Disney Publishing Italia) e per qualche anno ho fatto lo sceneggiatore per produzioni TV in onda sui canali Rai (La Squadra su Rai3, Incantesimo su Rai1, Agrodolce su Rai3), ma ho sempre pensato che al primo posto nella mia vita ci fosse la libertà e per conquistarmi quella economica faccio il manager (mi occupo di marketing). La creatività è spesso resa schiava dall'indigenza e per questo voglio concedermi il lusso di scrivere quando ho davvero qualcosa da dire. Questo è il mio blog, online da novembre 2018, e parla di due delle mie passioni: libri e jazz.


Dato che siamo esseri economici, ovvero che facciamo o non facciamo qualcosa anche in base al costo che dobbiamo sostenere, il prezzo del romanzo ha la sua importanza. Nel caso di Chiedi a Coltrane il prezzo è 14,50 € ma online lo trovi scontato (vedi sotto).


5) Credenziali, ovvero qualcuno o qualcosa che mi rassicuri


Talvolta nella quarta di coperta puoi trovare lusinghieri giudizi di testate giornalistiche o di personaggi del mondo della cultura e online puoi reperire opinioni di altri lettori o classifiche che avvalorino la tua scelta.


Il punto in questione non è sostanziale, attiene, piuttosto, all'insicurezza, al nostro essere tutti un po' mainstream. In questo modo non si leggerebbero mai gli autori esordienti e vincerebbero sempre le grandi case editrici capaci di procacciarsi recensioni grazie ai propri uffici stampa.


Per quanto mi riguarda, complice il passaparola e il mio essere "markettaro", appena uscito sono entrato tra le prime 50 novità più interessanti nella classifica redatta da Amazon. Dato che immagino tu sia un cartesiano puro, dedito a toccare con mano ecco sotto la prova:


Stop. A questo punto hai in mano tutti gli elementi per scegliere consapevolmente un romanzo che ti piaccia, che sia per te un viaggio utile a spingerti un po' più in là nella vita.


Se nel caso specifico ti sembra che il mio romanzo corrisponda a ciò che cerchi, puoi richiederlo in libreria o acquistarlo su Amazon cliccando su questo link o nel banner più sotto


Grazie e buona lettura col tuo nuovo romanzo, qualunque esso sia.


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