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Artisti su Marte: persone e culture per un pianeta ideale

Nasce una nuova pagina Facebook dedicata a un manipolo di Artisti loro malgrado emigrati su Marte che sognano di tornare purché l'ideale vinca sul possibile.

La segnalazione stavolta non è per un progetto jazz, una graphic novel o un romanzo, bensì per una pagina Facebook. Si tratta della pagina Facebook Artisti su Marte, aperta a jazzisti, musicisti di ogni specie, scrittori, danzatori, saltimbanchi e autostoppisti che abbiano un sogno: portare l'arte davvero al centro di questo Paese.


La scorsa settimana è nata dal nulla come Venere, pardon, Marte dalle onde la pagina https://www.facebook.com/ArtistisuMarte chiedendo adesioni e condivisioni dei propri post per allargare rapidamente la base (non denaro, dunque, ma opere social) e che ha pubblicato il proprio Manifesto che di seguito fedelmente vi riporto:


"Manifesto Artisti su Marte


Chi siamo? Siamo artisti e viviamo su Marte. Viviamo dove possiamo, ovvero laddove è impossibile vivere (non c’è atmosfera quassù).


Siamo Artisti su Marte (o Martisti come ci chiamano da queste parti) e sentiamo prima di tutto una grande tristezza per tutte le vite che abbiamo perso e per la gente che è stata duramente colpita dalla pandemia.


Sentiamo tristezza per la nostra arte caduta per prima sotto i colpi dei DPCM, ciò dimostrando concretamente quanto siamo niente agli occhi della politica, pulviscolo stellare.


Sentiamo tristezza nel non poter interagire, poiché l’arte è sociale.

Sentiamo tristezza, poiché siamo divisi, artista lontano da artista.

Sentiamo tristezza perché da quassù non vediamo l’avanzare di un pensiero radicalmente nuovo che contrasti contraddizioni e diseguaglianze.


Siamo Artisti su Marte, relegati al campo della passione e non del mestiere, chiusi in una riserva indiana.

Siamo Artisti su Marte e vivendo su questo pianeta almeno abbiamo il vantaggio di vedere ciò che l’arte e la cultura sembrano non vedere: il bisogno di valori, ideali, sogni che trascendano la realtà e parlino alle persone. Il bisogno di un radicale cambiamento che dimostri in concreto se davvero l’industria culturale possa finalmente avere un ruolo di guida.


Siamo Artisti su Marte, lavoratori che, in quanto tali, rivendicano non solo diritti e doveri da sempre negati, ma la possibilità di proporre il rovesciamento di pesi e misure che ad oggi chiamiamo normalità. Siamo sognatori a cui hanno insegnato che il possibile era meglio dell’ideale, ma, si sappia, ciò non è vero poiché il possibile deforma la realtà sino a renderla impossibile da vivere.


Non torneremo sulla terra, amici. Non torneremo finché l’unico futuro promesso sarà il passato. Si tratta di emancipare la cultura dal mendicare. Si tratta di immaginare un nuovo incredibile modello nel settore culturale (se sembrasse reale sarebbe inevitabilmente fallimentare).


È la nostra ultima occasione, se rinunciamo non ne avremo altre. Pillola azzurra, fine della storia. Pillola rossa resti nel Paese delle Meraviglie.


Metti like e condividi questo post, che tu sia artista o no, se vuoi vedere quant’è profonda la tana del bianconiglio e, magari un giorno, tornare sulla Terra."


Da questo post in poi sono proseguite le meravigliose, assurde cronistorie della vita di questo manipolo sul pianeta rosso che vi invito a leggere sulla medesima pagina, ma, soprattutto, sono iniziate le prime proposte per un futuro ideale, in cui la cultura sia realmente al centro. Proposte impossibili, ovviamente, ma proprio per questo le uniche in questo momento davvero realizzabili.


Mi sono chiesto io per primo a che serva una pagina come questa, ma come dice mia figlia di dieci anni le cose si devono iniziare per poter vedere dove possono arrivare. Di certo occorre un nuovo modo di distribuire i contenuti al fine di valorizzarli, di porli al centro della nostra vita e della stessa economia e a questo dovremo arrivare, pena l'estinzione della specie (artisti e non solo) o l'esilio su Marte. La cultura non è in sofferenza da adesso, bensì da decenni solo che ora si è varcata la soglia della disperazione o del non ritorno. Non si tratta più, dunque, di elemosine statali ma che le istituzioni si domandino ogni volta che mettono mano ad un progetto sul come coinvolgere la cultura perché essa rappresenta la comunicazione del brand Italia, la risorsa distintiva.


Hip hip urrà, dunque, per questa pagina e che tu sia artista o no, autostoppista o meno, se anche tu non vuoi finire sul pianeta rosso (fa freddino), metti un like alla pagina e condividi i post. Clicca qui: https://www.facebook.com/ArtistisuMarte.


Besos

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